La paga del sabato

di Beppe Fenoglio
adattamento e regia Alessandro Varrucciu
con Francesca Uguzzoni, Silvia Uguzzoni, Alessandro Varrucciu
e con gli Onafifetti
presenta Lidia Ravera

Primo romanzo di Beppe Fenoglio, scritto nel 1949-50, ma pubblicato postumo nel 1969, La paga del sabato affronta senza pregiudizi il delicato tema del reducismo, del difficile ritorno ad una regolare vita civile da parte di giovani la cui vita è stata profondamente segnata dagli orrori della guerra. La Resistenza all’occupazione tedesca è finita, ma la Liberazione non ha portato i benefici tanto attesi, e per la società italiana si apre un periodo di sconvolgimenti sociali che vedrà l’affermarsi di una nuova civiltà industriale, con il suo appariscente e contraddittorio progresso. Di questo disagio si fa interprete Ettore, il protagonista che rifiuta il posto offertogli nella nuova fabbrica di cioccolata di Alba per trascorre lunghe giornate inquiete e inattive, segnate da vivaci contrasti con la madre, dall’amore per Vanda, dal coinvolgimento in traffici loschi, fino all’incidente che stronca sul nascere l’acquisizione di una nuova coscienza. Giudicato severamente da Elio Vittorini, che ne stigmatizzò il taglio cinematografico spingendo l’autore a sacrificarlo in favore di due racconti, il romanzo appare oggi rivalutato, tanto da essere definito da Alessandro Baricco, “il vero gioiello” della narrativa fenogliana.

Luca Bufano, aprile 2013